BRIGATA EUROPEA
DI SOLIDARIETA’ CON GLI ZAPATISTI IN CHIAPAS (MESSICO)
5 LUGLIO 2010
Una brigata europea di solidarietà, appoggio e fratellanza
con le comunità indigene ribelli è in Chiapas per
salutare ed abbracciare i compagni e le compagne zapatisti, interessarsi
della situazione in cui si trovano, condividere la loro realtà,
documentarlo e diffonderlo.
Come delegazione e in rappresentanza del suo insieme, questa brigata
è formata da membri di diversi collettivi, gruppi, organizzazioni
della rete europea di solidarietà con gli zapatisti, aderenti
alla Sesta Dichiarazione, e di altri collettivi che a livello europeo
rivendicano la legittimità del progetto zapatista, del suo
diritto alla resistenza, alla ribellione, all'autonomia ed al proprio
sviluppo; che respingono l'usurpazione, l'esclusione, la repressione,
le strategie contrainsurgentes e le violazioni dei diritti umani
e ne chiedono la cessazione; che appoggiano i progressi e i risultati
delle comunità indigene in resistenza e di altri movimenti
che lottano in Messico.
È ampiamente noto che i popoli indigeni devono quotidianamente
convivere ed affrontare la militarizzazione, la paramilitarizzazione,
la corruzione e l'impunità da coloro che si alternano al
potere politico ed economico in questo paese, in chiara connivenza
e col consenso e complicità diretta dell'Unione Europea e
del governo degli Stati Uniti.
La presenza della Brigata è di appoggio ad un progetto di
trasformazione sociale, in base al diritto ed al dovere degli individui,
dei gruppi e delle istituzioni di promuovere e proteggere universalmente
i diritti umani e le libertà fondamentali riconosciute, e
di denuncia della campagna governativa contro la solidarietà
nazionale ed internazionale, sfacciata e pericolosa, fino ad arrivare
a conseguenze mortali, semplicemente perché porta testimoni
scomodi nelle realtà e atrocità che si compiono con
le più che note responsabilità dirette e intellettuali.
Il lavoro della Brigata sarà di visitare il territorio zapatista
e le comunità minacciate. Incontrerà gruppi aderenti
alla Sesta Dichiarazione della Selva Lacandona per una migliore
conoscenza reciproca e scambio di informazioni ed esperienze.
Área de Sistematización e Incidencia / Denuncia Pública
Centro de Derechos Humanos Fray Bartolomé de Las Casas A.C.
Calle Brasil #14, Barrio Mexicanos,
San Cristóbal de Las Casas, Chiapas, México
Código Postal: 29240
Tel +52 (967) 6787395, 6787396, 6783548
Fax +52 (967) 6783551
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www.frayba.org.mx
Comunicato stampa N. 1
7 LUGLIO 2010
La Brigata Europea di Appoggio agli Zapatisti è partita
da San Cristóbal in direzione di Comitán. Come prima
tappa della loro visita, i membri della Brigata sono stati nella
comunità di Mitzitón (aderente all'Altra Campana)
dove hanno incontrato le autorità ejidali.
Nell'ambito degli obiettivi della Brigata, il gruppo di attivisti
europei è solidale con questa comunità che resiste
alle aggressioni paramilitari del cosiddetto gruppo "Alas
de Águila - Ejercito de Dios", guidato da Carmen Díaz,
senza che il governo faccia nulla contro le minacce e le provocazioni
di detto gruppo.
Durante l'incontro, le autorità hanno raccontato le loro
sofferenze per colpa dei paramilitari, che sono un gruppo di persone
che non hanno alcun diritto sulla terra perché è
da anni che non cooperano per le spese comuni, nei lavori comunitari
e nemmeno si prendono cura della foresta dove invece fanno disboscamenti
indiscriminati.
Il problema principale, denunciano le autorità, è
la copertura che il governo statale offre ai paramilitari. Non
solo economica ma anche politica. C'è da sospettare che
il governo statale invece di soddisfare la richiesta della comunità
di Mitizón di ricollocare i paramilitari dell'Ejercito
de Dios, piuttosto non voglia ricollocare le due parti e prendersi
le terre di questo ejido, per poi consegnarle ai grandi investitori
transnazionali per i loro megaprogetti turistici, poiché
proprio attraverso le terre ejidali di Mitzitón è
segnato il tracciato dell'autostrada San Cristóbal-Palenque,
contro la quale resiste la comunità.
La brigata ha chiuso la sua visita recandosi al blocco della strada
San Cristobal-Comitán. Le autorità ejidali denunciano
che questa misura estrema di lotta è dovuta al fatto che
il governo non fa il suo dovere: ricollocare i paramilitari.
Il giorno dopo la visita il blocco è stato rimosso a seguito
dell'incontro dalle autorità ejidali con i rappresentanti
governativi. Tuttavia la comunità di Mitzitón ha
concesso il termine di un mese di tempo affinché il governo
realizzi il ricollocamento dell'Ejército de Dios e faccia
giustizia una volta per tutte per le aggressioni costanti dei
paramilitari contro la comunità.
Brigata Europea di Solidarietà con gli Zapatisti
Comunicato stampa N. 2
8 LUGLIO 2010
Prosegue la visita della Brigata Europea di Solidarietà
con gli Zapatisti, iniziata due giorni fa.
La Brigata è arrivata a Caracol II di Oventik, sede della
Giunta di Buon Governo della Zona Altos del Chiapas.
Qui la Brigata è stata ricevuta dalla Giunta stessa, alla
quale è stata espressa la solidarietà dell'Europa
che sta in basso e a sinistra. La JBG ha raccontato della comunità
di El Pozo (Municipio Autonomo di San Juan Cancuc), che è
stata vittima della violenza di simpatizzante dei partiti PRD
e PRI che il giorno 21 giugno hanno aggredito i compagni e le
compagne di quella comunità con l'intento di tagliare il
servizio di acqua e luce.
A causa del brutale aggressione subita da due compagni basi di
appoggio zapatiste, ci sono stati 2 morti dalla parte non zapatista,
per legittima difesa, ed anche 2 feriti (uno dei quali, Miguel
Pérez Hernández, è piantonato dalla polizia
nell'ospedale "Vida siegura" a Tuxtla), e 2 promotori
di salute zapatisti, Miguel Méndez Santís e Diego
Martínez Santís, sono stati ingiustamente imprigionati
nel carcere di San Cristóbal. Attualmente la comunità
è sfollata causa le minacce.
Mentre il governo vuole dividere le comunità, per mezzo
di programmi assistenziali come Procampo o Provivienda, appoggiando
sette religiose o appoggiando gruppi paramilitari per provocare
scontri e giustificare così l'intervento della polizia
o dell'esercito federale, gli zapatisti non vogliono scontrarsi
con membri delle stesse comunità e cadere nella trappola
dal malgoverno.
I membri della Brigata Europea di Solidarietà hanno potuto
informarsi anche sui progressi dell'autonomia zapatista. Nel settore
dell'Agroecologia, per esempio, un responsabile ha raccontato
come resistono e costruiscono alternative "al sistema capitalista
che vuole produrre e produrre e non restituire niente alla terra"
con progetti contro le coltivazioni transgeniche come "La
Semilla Madre en Resistencia".
Hanno visitato anche la Clinica Autonoma "La Guadalupana"
e li hanno parlato degli importanti risultati sulla salute, per
esempio, sulla prevenzione di malattie curabili che prima provocavano
numerose morti tra i bambini.
"Siamo promotori e promotrici, promuoviamo l'educazione,
non insegniamo", ha detto uno dei responsabili del sistema
di Educazione Autonoma della Zona Altos. Gli europei hanno potuto
ascoltare anche temi come il funzionamento della Giustizia, le
cooperative di produzione o i lavori collettivi delle donne ribelli
in quella zona.
I delegati europei sottolineano le parole della Giunta di Buon
Governo: "Davanti a questi colpi politici, economici e morali,
continuiamo a resistere sviluppando coscienza. Resistiamo respingendo
gli aiuti del governo, ma anche organizzando meglio la nostra
autonomia: la scuola, la salute tra altre cose, sono ambiti di
lavoro attraverso cui resistiamo. Ci costamolto, ma vogliamo dimostrare
al governo che siamo capaci di vivere da soli e fare le cose da
noi soli"
Brigata Europea di Solidarietà con gli Zapatisti
Comunicato
stampa N. 3
10 luglio 2010
La Brigata Europea di Solidarietà con gli Zapatisti è
arrivata nel Caracol di La Garrucha dove è stata cordialmente
ricevuta dalla Giunta di Buon Governo della Zona Selva Tzeltal.
La JBG ha illustrato i processi di repressione che stanno vivendo
in quella zona, attraverso la persecuzione contro le Basi di Appoggio
Zapatiste da parte di gruppi paramilitari come la OPDDIC, oppure
col tentativo costante di indebolire e dividere le comunità
attraverso programmi di carattere assistenziale che, come spiega
la Giunta, lungi da andare alla radice dei problemi, piuttosto
li incrementano.
Nell'incontro con le autorità ribelli che comandano obbedendo
alle decisioni dei loro popoli, alla Brigata hanno descritto che
esiste repressione in diversi luoghi dei quattro Municipi Autonomi
di quella Zona. Per esempio, nella comunità Peña
Limonar e Amaitik, il governo vuole provocare "conflitti
intracomunitari" proteggendo i paramilitari.
Questa stessa strategia viene usata anche nella comunità
di Arroyo Granizo. I priisti hanno cercato di rubare il bestiame
ed il foraggio collettivi alle basi di appoggio. Il consiglio
del municipio ha quindi cercato di frenare la risposta da parte
dei contadini derubati, per non cadere nella provocazione.
Nei Montes Azules, riserva della biosfera molto ricca di risorse
naturali e biodiversità, la Giunta racconta che "il
malgoverno paga gli indigeni perché abbandonino le loro
terre e così darle in concessione alle multinazionali farmaceutiche".
Inoltre dicono che in questa zona selvaggia ci sono grandi interessi
per i potenti investitori, come i progetti ecoturistici, il commercio
del legname, ecc. E' già stata sgomberata la comunità
di Laguna San Pedro per essersi opposta a questi progetti, e corrono
serio pericolo le comunità in resistenza Laguna Suspirio
e Laguna Paraíso.
La Brigata ha potuto conoscere gli importanti progressi nel processo
autonomo zapatista della Zona Selva Tzeltal in ambito di giustizia,
lavoro cooperativo, radio comunitarie e educazione.
Un'altra area nella quale i popoli zapatisti mettono molto impegno
è la salute. I delegati e le delegate europei non solo
hanno visitatola Clinica Municipale, ma anche la Clinica della
Donna "Comandanta Ramona", dedicata al diritto alla
salute ed ai diritti delle donne. Inaugurata l'8 Marzo 2008 è
gestita dalle promotrici di salute non solo per mettere in pratica
il diritto alla salute sessuale e riproduttiva, ma anche per rivendicare
il loro diritto a partecipare a tutti i livelli nella costruzione
dell'autonomia secondo legge rivoluzionaria delle donne.
Brigata Europea di Solidarietà con gli Zapatisti
Comunicato stampa N. 4
13 luglio 2010
La Brigata Europea di Appoggio agli Zapatisti è arrivata
nel Caracol IV di di Morelia, Torbellino de Nuestras Palabras,
per condividere le voci e le esperienze delle compagne e compagni
zapatisti.
"Il popolo nomina in assemblee i suoi governi ed il governo
obbedisce al popolo". Così la Giunta di Buon Governo
"El Corazón del Arcoiris de la Esperanza" ha
iniziato a raccontare la sua auto-organizzazione a tutti i livelli,
dai paesi, municipi, regioni fino alla zona Zotz Choj.
La Giunta di Buon Governo, come massima autorità di questa
zona zapatista, coordina e lavora con le diverse commissioni come
salute, educazione, comunicazione, terra e territorio, a tutti
i livelli. Gli zapatisti insistono sul fatto che il popolo deve
sapere come si spendono le risorse economiche "fino all'ultimo
peso" e la commissione di vigilanza è incaricata di
diffondere le informazioni per garantire la trasparenza.
L'educazione, "obbligatoria fino alla vecchiaia", come
dice il coordinatore, è uno degli assi fondamentali per
l'emancipazione del popolo. Per gli zapatisti, l'educazione è
un processo di cui fa parte la scuola per le bambine e i bambini,
ma anche i laboratori che si stanno realizzando per gli adulti.
A Morelia, ci sono i livelli primario e secondario divisi a loro
volta in 3 gradi che durano il tempo necessario al loro completamento.
Non si insegnano solo lettura, scrittura, matematica, storia,
geografia, politica e scienze naturali, ma anche cultura, produzione
ed arte. Risultato di questo lavoro è che quest'anno 2010
uscirà la prima generazione di studenti della scuola tecnica
secondaria, che assumeranno incarichi nell'educazione o in altri
settori secondo la necessità della loro comunità
e la loro volontà.
Si è parlato anche di come si sta organizzando il settore
della salute attraverso varie cliniche nei tre municipi e delle
commissioni. Tra altri, sottolineano i progressi nell'ambito della
mortalità materna ed infantile con la formazione di levatrici
e promotori, dei laboratori di prevenzione e dell'uso dei medicinali
allopatici (chimici) e di erboristeria.
Un altro aspetto della creatività del movimento zapatista
nella resistenza quotidiana è il lavoro collettivo delle
tre radio comunitarie e della squadra di cineasti. L'impegno dei
promotori nel diffondere i progressi in materia di salute, educazione
ma anche di diffusione di interviste registrate e musica è
deciso e instancabile.
La questione dell'ambiente e delle risorse naturali, sempre centrale
nella riflessione della costruzione dell'autonomia zapatista,
a Morelia è incentrata sulla conservazione della foresta.
Oltre a prendersi cura di boschi e sorgenti "affinché
li vedano i nostri figli", si stanno costituendo vivai per
la riforestazione.
Per quanto riguarda la situazione attuale di persecuzioni ed aggressioni,
gli zapatisti affermano che il "malgoverno", attraverso
gruppi paramilitari (OPDDIC, ORCAO) vuole recuperare le terre
per sviluppare zone turistiche e sfruttare le risorse naturali
vendendole agli investitori stranieri. Dicono che proseguono le
tensioni a Bolon Ajaw e Agua Clara anche se per adesso la situazione
sembra più tranquilla. Denunciano inoltre che si introducono
molti progetti per dividere ed infiltrare le comunità e
le donne, come nel caso del programma "Oportunidades".
Come sempre, gli zapatisti spiegano con umiltà ma con degna
determinazione, come si resiste attraverso le assemblee, la costruzione
dell'autonomia ed il rifiuto delle provocazioni e dei progetti
capitalisti dei tre livelli del governo ufficiale. Il cammino
che le comunità zapatiste hanno percorso fino ad oggi è
ormai ben avviato e vanno avanti decisi a "camminare domandando",
per costruire un altro mondo dove convivono molti mondi.
Brigata Europea di Appoggio agli Zapatisti
Comunicato stampa n.
5
15 luglio 2010
Visita ad Agua Clara, Caracol IV “Torbellino de Nuestras
Palabras”
Nel suo quinto giorno di visita la brigata è arrivata allo
stabilimento balneare El Salvador che appartiene alla comunità
di Agua Clara. E' stata molto cordialmente ricevuta nel paesaggio
idilliaco situato sulle rive del fiume Xumul Ha. Questo luogo
esiste grazie all'impegno assunto dagli Zapatisti per conservare
gli spazi naturali.
Il territorio che circonda la comunità di Agua Clara è
stato recuperato con la sollevazione del 1994. La strategia di
contrainsurgencia del malgoverno ha provocato divisioni tra la
popolazione. Ora, c'è gente che sostiene il PRI e l'Organizzazione
per la Difesa dei Diritti Indigeni e Contadini (OPDDIC), che è
l'arma che utilizza il malgoverno per provocare scontri tra le
comunità. Il suo carattere paramilitare è dimostrato
dalle numerosissime aggressioni che stanno subendo da quando quest'organizzazione
è arrivata sul posto. (Si vedano i comunicati della JBG
sulle aggressioni subite). Raccontano che il malgoverno manda
la sua gente ad ammazzare e fare sgomberi. Minacciano, sequestrano
e imprigionano fabbricando dei reati. Inoltre, agenti di polizia
vengono sul posto in gran segreto per spiare.
Per accedere ad Agua Clara bisogna passare prima per due entrate
a pagamento. La prima appartiene alla OPDDIC. Appropriarsi della
terra per venderla e privatizzarla è l'obiettivo di questa
organizzazione. La seconda entrata a pagamento è degli
zapatisti che tempo da tempo hanno recuperato questa terra e l'attività
dell'hotel. Molte persone di diversi paesi vengono a visitare
il luogo.
Allo scopo di far allontanare le persone, oltre a richiedere una
tariffa d'ingresso doppia, alcune volte quelli della OPDDIC "spaventano"
le persone che vengono in visita dicendo loro che gli zapatisti
sono "ladri e malviventi".
Prima, lo stabilimento balneare era un ristorante che poi era
diventato un bar dove si vendevano alcolici. Gli zapatisti hanno
recuperato questo spazio per preservare la natura e creare uno
spazio a disposizione di tutti. Per vigilare e gestire il luogo
si organizzano collettivamente attraverso dei turni. Raccontano
alla brigata che alcuni vengono da regioni molto lontane ma non
desistono: "Ora che siamo qui, non lo cederemo mai"
Sottolineano che la terra non si vende ma è di chi la lavora,
ed è il loro modo di resistere al progetto di privatizzazioni
del governo che usa il pretesto di proteggere la Riserva Naturale.
Gli zapatisti non la gestiscono per fare affari o perché
se ne approfittino poche persone. Affermano che non hanno bisogno
dei soldi, ma quello che vogliono è lavorare. Lavorare
la terra collettivamente, preservarla affinché i loro figli
e le generazioni future ne possano godere. "Non abbiamo vergogna
perché non stiamo rubando ma stiamo lavorando la terra.
Non abbandoneremo mai la lotta." È duro il lavoro
che svolgono, ma lo stesso mostrano il volto della resistenza
e della dignità.
Brigata Europea di Appoggio agli Zapatisti
(
Traduzione
“Maribel” – Bergamo )