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Le Olimpiadi sono iniziate
e in molti paesi questo evento è stato accolto con manifestazioni
di protesta.
In Nepal negli ultimi due giorni sono state arrestate più di
mille persone portando a più di 8.000 il totale delle persone
arrestate negli ultimi 5 mesi.
Dal 10 di marzo il dissenso che viene dal basso non si attenua mentre
dall’alto si assiste al solito spettacolo di ipocrisia, parole
vuote senza coerenza.
Abbiamo assistito alla cerimonia d’ inaugurazione dove Presidenti
che avevano annunciato di non partecipare si sono messi in posa nello
stadio davanti alle telecamere altri, ancora più falsi, non
avendo il coraggio di protestare e prendere posizione hanno accampato
scuse per non andare.
La regola imposta dalla Cina è stata rispettata, parlare dell’evento
sportivo senza contaminarlo con “l’ossessione del rispetto
dei diritti umani”.
Ma se le Olimpiadi sono il simbolo di fratellanza dei popoli come
si possono separare questi due temi, come ci può essere fratellanza
senza che si rispettino i diritti umani?
Il Comitato Olimpico ha mostrato tutta la sua inutilità non
facendo rispettare gli impegni presi dalla Cina al momento della assegnazione
dei giochi, eppure questo doveva essere un suo compito.
Nel frattempo le comunità tibetane nel mondo stanno dando l’anima
per non far dimenticare la repressione che sta colpendo i fratelli
che vivono in Tibet e chi da anni sta a loro fianco sa quanto sono
determinate, giuste e tragiche queste proteste.
Non si può dire lo stesso nei confronti di chi approfitta ,
a seconda del vento che tira, della causa tibetana per farsi “paladino
dei diritti umani”.
La mattina in piazza per la foto di rito a fianco dei tibetani, nel
pomeriggio in Parlamento a fare altro.
Ma veniamo alle Olimpiadi che meritano sicuramente una notizia al
giorno, queste sono le nostre.
8 /8/ 2008 LAOGAI
La parola Laogai viene da una sigla Laodong Gaizao
Dui che significa Riforma attraverso il lavoro.
Vi finiscono dopo un processo farsa che non garantisce il diritto
alla difesa tutti gli oppositori politici, religiosi e delinquenti
comuni
In Cina ci sono migliaia di rivolte popolari in un anno.
I dati ufficiali delle autorità cinesi arrivano con molto ritardo
ma impressionano.
Nel 2003 ci sono state 54.000 rivolte popolari
Nel 2004 ci sono state 73.000 rivolte popolari
Questi rivoltosi diventano manodopera a costo zero dando un apporto
non indifferente sia all’economia cinese. sia ad alcune multinazionali
che investono e producono in Cina.
In questi luoghi il governo cinese controlla e terrorizza, facendo
il lavaggio del cervello a tutti gli oppositori politici e costringendo
milioni di persone a vivere in condizioni disumane.
Nonostante il segreto di Stato vi sono fonti attendibili parlano di
almeno 1.000 Laogai.
Ciascun Laogai ha due nomi uno come carcere e uno come ditta commerciale.
Quando uscirà il prodotto finito sull’etichetta ci sarà
solo il nome commerciale mentre il nome che si riferisce al carcere
sarà scomparso.
Negli anni passati la produzione era destinata solo per il mercato
interno ed era facile da eseguire, ora nei Laogai si costruisce di
tutto persino computer e la produzione arriva gran parte a riempire
gli scaffali del mercato estero.
Nel maggio del 2005 il Comitato dei
diritti sociali ed economici delle Nazioni Unite ha inviato un suo
delegato, Manfred Novwaknel, per una ispezione.
Nel suo rapporto si parla di torture e di punizioni disumane ed è
per questo che le Nazioni Unite hanno richiesto alla Cina l’abolizione
dei lavori forzati.
Altre parole, risoluzioni vuote, l’infame
pratica dei Laogai ancora esiste.
Mappa
delle proteste
Mappa
interattiva della protesta
Video
delle proteste del Tibetan Centre for Human Rights and Democracy ( inglese - 49 minuti)
Appello del Dalai Lama del 28 Marzo
Il Dalai
Lama parla ai tibetani 6 Aprile
24 Marzo - Olimpia (Grecia) - Cerimonia di accensione
della fiamma olimpica.
Esponenti di Reporter Senza Frontiere hanno cercato di prendere il
microfono mentre parlava il responsabile cinese dei giochi olimpici
Liu Qi.
Un altro attivista è arrivato proprio dietro al responsabile
cinese ha mostrato una bandiera nera con cinque manette al posto dei
cerchi olimpici e una scritta “Boicottare il paese che
calpesta i diritti dell’Uomo”.
Tutto questo, ovviamente, mentre in Cina per qualche secondo le trasmissioni
sono state sospese. Vedi
su Youyube le immagini della protesta ad Olimpia
Villaggio Terra
(
Foto dal Tibet ).
10 marzo 2008 - il mondo manifesta per ricordare l'insurrezione tibetana
contro l'invasione cinese
( Foto
della manifestazione del 10 di marzo a Roma ).
Le immagini su Youtube di alcune manifestazioni
nel mondo: Manifestazione
nazionale 10 marzo a Roma per il Tibet Manifestazione
10 marzo a Milano BBC
Covers 300 Monk Protest in Tibet New
York San
Francisco's March 10th Tibet Protest Bern(CH)
Belgium
Calgarian
march for free Tibet March
10 Tibetan Uprising of 2008 in Madison Lisbon
Strasbourg
(FR) |
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