12 marzo 2010
DICHIARAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE DONNE TIBETANE IN OCCASIONE
DEL 51° ANNIVERSARIO DELL’INSURREZIONE DELLE DONNE DI
LHASA
Oggi, 12 marzo 2010, è una data di importanza storica per
le donne tibetane in tutto il mondo perché celebrano il 51°
anniversario della Sollevazione Nazionale delle Donne Tibetane in
Tibet. Ripercorrendo i 51 anni della loro lotta, si evidenziano
l’incessante impegno, la perseveranza e la totale dedizione
che caratterizzano il ruolo svolto dalle donne nella lotta per la
libertà del Tibet.
Nell’arco degli ultimi cinquantuno anni le donne tibetane
hanno affrontato con coraggio l’illegale occupazione del Tibet
da parte del governo cinese e hanno fatto mostra del loro eroismo
nell’affrontare le numerose atrocità perpetrate ai
danni del popolo tibetano. Fin dalla sua fondazione, nel 1959, a
Lhasa, l’Associazione delle Donne Tibetane si è incessantemente
adoperata per mobilitare la battaglia politica e per preservare
e promuovere la cultura e la religione tibetana.
A Pechino, dal 26 al 31 gennaio 2010, si è tenuta la nona
tornata di colloqui tra tibetani e cinesi. Questa volta però
non abbiamo visto alcun risultato concreto. Anziché condividere
le preoccupazioni di Sua Santità il Dalai Lama per le condizioni
dei tibetani in Tibet e la sua visione volta a trovare una soluzione
di reciproco vantaggio, di beneficio sia per i tibetani sia per
i cinesi, il governo di Pechino ha perseverato nel suo biasimevole
gioco e non ha mostrato alcuna volontà di risolvere la crisi
tibetana.
Il governo cinese deve capire l’incontrovertibile fatto che
la soluzione del problema tibetano non è soltanto nell’interesse
del Tibet ma anche della Cina. Ne sono prova tangibile le espressioni
di dissenso degli intellettuali cinesi. Il popolo cinese continua
a pagare le conseguenze della repressione del regime comunista poiché
sono del tutto assenti in Cina un governo democratico, un sistema
giudiziario imparziale e la libertà di espressione.
Tutto ciò ha danneggiato l’immagine della Cina e la
sua posizione a livello internazionale. Allo stesso modo, le pessime
politiche del partito Comunista cinese contraddicono e sviliscono
il motto “unità, forza e potere” ben visibile
in ogni iscrizione della Repubblica Popolare e in cima a tutte le
delibere dei leader cinesi.
Oggi il Tibet è in catene, stretto nella morsa di violazioni
di ogni genere, siano esse quelle dei diritti umani, del degrado
ambientale o del deterioramento della cultura e della religione.
Con il pretesto di uno sviluppo moderno, l’ambiente tibetano
sta subendo una devastazione senza precedenti. La deforestazione,
l’inquinamento delle acque, la costruzione di dighe e lo sfruttamento
intensivo del sottosuolo hanno ridotto in condizioni critiche il
fragile ambiente del Tibet.
Dal 2008, i tibetani all’interno del Tibet continuano a subire
la brutale repressione iniziata dopo la loro pacifica insurrezione
nazionale. Le prigioniere politiche, come Norzin Wangmo, trent’anni,
imprigionata per aver fatto una telefonata in India durante la sollevazione
del 2008, e la monaca Sangye Lhamo, ventisei anni, arrestata per
aver distribuito volantini e augurato lunga vita a Sua Santità
il Dalai Lama, sono state interrogate, torturate e condannate a
lunghi periodi di detenzione.
Ma queste misure violente non hanno diminuito la forza e la determinazione
del popolo tibetano e, anche oggi, scrittrici coraggiose come Woeser
e Jamyng Kyi continuano a usare la penna e i loro numerosi articoli
e libri testimoniano l’indomito spirito e coraggio delle donne
tibetane.
Per quest’anno, l’Associazione delle Donne Tibetane
annuncia due nuovi programmi:
1 – Programma del Sodalizio dell’Associazione Donne
Tibetane, allo scopo di portare avanti l’ambiziosa iniziativa
di educare una nuova generazione di donne tibetane. Questo programma
di studi avanzati e specialistici è stato ispirato da Sua
Santità il Dalai Lama che ha suggerito e incoraggiato le
donne tibetane a distinguersi in programmi di studio specializzati
mirati a creare una classe di donne tibetane istruite, professionali
e di potere per un futuro Tibet.
2 – Creazione di un Ufficio per il Potere alle Donne, per
diffondere la conoscenza dell’impatto dei cambiamenti climatici
nell’ecosistema tibetano e la conoscenza della condizione
della donna tibetana. L’Ufficio dell’Ambiente ha lo
scopo di fornire utili informazioni atte a illustrare alla comunità
internazionale l’importante problema del cambiamento climatico
in Tibet e di intraprendere azioni concrete e campagne per combattere
le conseguenze distruttive di quelle politiche che influiscono sulla
vita sociale dei tibetani. L’Ufficio dell’Ambiente ritiene
suo imperativo occuparsi delle politiche ambientali cinesi che violano
i diritti umani dei tibetani che vivono in Tibet.
Nonostante sessant’anni di oppressione e di governo dispotico
del Partito Comunista Cinese, la determinazione e la generosa lotta
dei tibetani all’interno del Tibet è un fenomeno unico
e senza uguali. L’eroismo, l’estremo coraggio e la determinazione
a non mollare mai dimostrata dai nostri fratelli e sorelle ha infuso
ai tibetani in esilio un forte senso di coraggio, solidarietà
e risolutezza. Rafforzati nello spirito, siamo pronti a proseguire
con fermezza nei nostri sforzi e ad adoperarci instancabilmente
e senza fine per mettere in atto il consiglio del nostro amato leader,
Sua Santità il Dalai Lama e non deludere le sue aspettative.
A tutti i tibetani nel mondo rivolgiamo la pressante richiesta di
dare ascolto ai messaggi di Sua Santità il Dalai Lama e di
impegnarsi al massimo affinché si realizzino la sua visione
e le sue speranze.
Nel portare avanti, ai massimi livelli, la nostra battaglia, la
sede centrale dell’Associazione delle Donne Tibetane e le
sue 49 sezioni hanno finora compiuto un encomiabile lavoro. La crescita
e la diffusione dell’Associazione è testimoniata dalla
costituzione, quest’anno, di tre nuove sezioni, nel Vermont
(U.S.A.), a Taipei (Taiwan) e a Copenhagen (Danimarca).
Vogliamo migliorare le nostre iniziative e raddoppiare il nostro
impegno, fino a raggiungere il fine ultimo, la soluzione della crisi
tibetana.
Il sublime coraggio dei tibetani in Tibet, l’impegno e l’azione
di quelli in esilio, la guida ispirante e concreta di Sua Santità
il Dalai Lama, il crescente sostegno internazionale alla causa tibetana
e la Verità, la nostra arma più forte, finiranno col
trionfare e ci porteranno alla vittoria.
Bod Gya Lo
L’Associazione delle Donne Tibetane (TWA) ha 52 sezioni regionali
e più di 15.000 iscritti fuori dal Tibet. Oggi, è
la seconda Organizzazione non Governativa tibetana in esilio come
numero di iscritti. Si batte per il riconoscimento dei diritti umani
alle donne in Tibet e lavora per dare voce alle donne in esilio,
soprattutto alle nuove arrivate dal Tibet.
Traduzione a cura dell’Associazione
Italia-Tibet
Mappa
delle proteste
Mappa
interattiva della protesta
Video
delle proteste del Tibetan Centre for Human Rights and Democracy ( inglese - 49 minuti)
Appello del Dalai Lama del 28 Marzo
Il Dalai
Lama parla ai tibetani 6 Aprile
24 Marzo - Olimpia (Grecia) - Cerimonia di accensione
della fiamma olimpica.
Esponenti di Reporter Senza Frontiere hanno cercato di prendere il
microfono mentre parlava il responsabile cinese dei giochi olimpici
Liu Qi.
Un altro attivista è arrivato proprio dietro al responsabile
cinese ha mostrato una bandiera nera con cinque manette al posto dei
cerchi olimpici e una scritta “Boicottare il paese che
calpesta i diritti dell’Uomo”.
Tutto questo, ovviamente, mentre in Cina per qualche secondo le trasmissioni
sono state sospese. Vedi
su Youyube le immagini della protesta ad Olimpia
(
Foto dal Tibet ).
10 marzo 2008 - il mondo manifesta per ricordare l'insurrezione tibetana
contro l'invasione cinese
( Foto
della manifestazione del 10 di marzo a Roma ).
Le immagini su Youtube di alcune manifestazioni
nel mondo: Manifestazione
nazionale 10 marzo a Roma per il Tibet Manifestazione
10 marzo a Milano BBC
Covers 300 Monk Protest in Tibet New
York San
Francisco's March 10th Tibet Protest Bern(CH)
Belgium
Calgarian
march for free Tibet March
10 Tibetan Uprising of 2008 in Madison Lisbon
Strasbourg
(FR) |